Cons. Stato, Sez. III, 14 aprile 2022, n. 2826

Deve essere, anzitutto, respinta l’eccezione relativa all’allegato difetto di legittimazione, per non avere l’originaria ricorrente in primo grado presentato domanda di partecipazione alla procedura di affidamento in contestazione perché, come del tutto condivisibilmente rilevato dal Tribunale, nella specie viene in considerazione l’impugnazione di un atto successivo all’aggiudicazione di tale commessa, con il quale si è determinata la sottoscrizione di un contratto diverso ed estraneo rispetto a quelli compresi nell’affidamento medesimo.

(...) deve essere respinta l’ulteriore eccezione di insussistenza dell’interesse strumentale alla riedizione della procedura (la quale non potrebbe giammai essere “travolta” da un eventuale annullamento degli atti impugnati), dovendosi ritenere che – come pure rilevato dal Tribunale – nella specie Elilombarda ha agito non in qualità di partecipante alla gara (alla quale era rimasta estranea), bensì per far valere il proprio interesse di operatore del settore a dolersi di quello che, nella sostanza, costituiva un affidamento diretto in violazione delle regole dell’evidenza pubblica.

(…) non è (...) conferente il richiamo alle modifiche contrattuali disciplinate dall’articolo 106 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, stante la pacifica insussistenza delle circostanze imprevedibili e non imputabili che possono determinarle, tale non potendo considerarsi l’inidoneità di una delle sedi a ospitare il servizio per come programmato, che doveva certamente essere nota ab inito (e poco conta se ciò dipenda da un errore o da un’illegittimità connotanti la gara a monte, come adombra l’appellata).

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