T.A.R. Emilia Romagna, Parma, sez. I, 14 luglio 2021, n. 198

1. E’ illegittimo il provvedimento di esclusione ex art. 80, comma 5, lett. c-ter, D.Lgs. 50/2016 ove sia mancato il doveroso contraddittorio procedimentale tra la Stazione appaltante e l’operatore economico. L’obbligo di svolgere il contraddittorio procedimentale è del resto assolutamente indispensabile nel caso in cui il grave inadempimento sia rappresentato da una sola risoluzione contrattuale, per di più sub iudice. (1)

2.  La mancata partecipazione del concorrente alla seduta pubblica in cui viene disposta l’esclusione non ha alcun effetto preclusivo circa lo svolgimento del contraddittorio, che è necessario e deve essere svolto obbligatoriamente (e non a richiesta del soggetto escluso) da parte della Stazione appaltante la quale deve provare la significativa carenza prevista dal comma 5, lett. c-ter) dell’art. 80 D.Lgs. n. 50/2016 nell’esecuzione del precedente contratto per disporre poi, legittimamente, l’esclusione del concorrente.

3. La domanda di declaratoria di inefficacia del contratto nelle more stipulato e di subentro nel medesimo non può essere accolta allorquando, per la natura del vizio rilevato, deve essere disposta la riedizione della procedura relativa all’esclusione del ricorrente.

(1) Cfr. in senso conforme ex multis Cons. Stato, sez. V, sentenza n. 5732/2020; T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. I, sentenza n. 1737/2019.

 

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