Tar Puglia, Lecce, Sez. I, sentenza 10 aprile 2018, n. 600

Il corrispettivo previsto dai contratti precedenti (non più aggiornati) non può ritenersi adeguato, non tenendo conto delle variazioni intervenute nel potere di acquisto della moneta.

Un adeguamento si impone in ragione dell’esigenza di conservare inalterato l’originario equilibrio contrattuale, sicché esso deve senz’altro ritenersi ammesso, diversamente verificandosi una inaccettabile compromissione dei diritti economici dell’aggiudicatario, costretto, in ipotesi, ad una prosecuzione sine die del servizio, dietro corresponsione di un corrispettivo pattuito anche a notevole distanza di tempo dall’emanazione dell’ordinanza extra ordinem.

 

 

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