Tar Sardegna, sez. I, 4 marzo 2019, n. 192.

La sopravvenienza normativa che impone la modifica del contenuto dell’oggetto di un appalto aggiudicato in via provvisoria rappresenta un “factum principis” che rende giuridicamente impossibile l’oggetto della gara e determina l’insorgenza di un mutamento della situazione di fatto non prevedibile che giustifica ex sé la scelta di revocare la procedura di gara.

Tale ipotesi di revoca è provvedimento sostanzialmente imposto laddove la sopravvenienza normativa determina l’impossibilità sopravvenuta dell’efficacia degli atti di gara. In tale situazione, la Stazione Appaltante è esonerata dall’effettuare un puntuale bilanciamento degli interessi in giuoco, potendo limitarsi a richiamare l’intervenuta modifica dell’assetto normativo. 

La natura oggettiva ed insuperabile del motivo che ha condotto alla revoca consente di ritenere superabile, per il tramite del meccanismo sanante di cui all’art. 21 ocites 2° comma, l’illegittimità correlata alla mancata comunicazione dell’avvio del procedimento di revoca.

Il danno per mancato utile e quello cd. curriculare rifondono la lesione all’interesse cd. “positivo” all’aggiudicazione che postula l’illegittimità dell’impugnato provvedimento di revoca. Pertanto, in presenza di un provvedimento legittimo, l’eventuale danno sofferto è arrecato al cd. “interesse negativo” e la componente del lucro cessante si ricollega soltanto alle occasioni di guadagno perdute per effetto della trattativa inutile.

La responsabilità precontrattuale della P.A. per i danni sofferti a causa della lamentata violazione degli obblighi informativi non si configura allorquando manchi la concreta lesione alla posizione giuridica di legittimo affidamento del privato. Tale posizione non emerge ove il privato, in ossequio al principio di autoresponsabilità, avrebbe potuto e dovuto reperire autonomamente le informazioni utili alla contrattazione.

Il risarcimento del danno da ritardo non può essere accordato in assenza del previo e tempestivo esperimento del corrispondente strumento di tutela rappresentato, nel caso specifico, dall’azione avverso il silenzio inadempimento che avrebbe imposto all’amministrazione la rapida definizione dell’iter procedimentale e posto fine alla situazione di incertezza. 

 

Sull’onere motivazionale della revoca:

Conforme: CdS. sez. V, 1 aprile 2015, n° 2019

 

Sulla responsabilità precontrattuale della P.A.

Conforme: CdS. A.P. n° 5 del 4 maggio 2018.

 

Sul legittimo affidamento

Conforme: Cass. Civ. sez. III n° 6337 del 26 giugno 1998

Difforme in parte: Cass. Civ. sez. I, n° 9636 del 12.5.2015

 

Sull’operatività degli artt. 30 c.p.a. e 1227 c.c.:

Conformi:

- CdS A.P. n° 3 del 22 marzo 2011;

- CdS sez. IV, n° 5762 del 8.10.2018 (con valorizzazione della valutazione della scelta processuale in concreto e non in astratto);

Difforme: CdS sez. VI^ 4283 del 15/9/2015.

 

 

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