Cons. Stato, sez. V, 16 novembre 2018, n. 6468

1. La difformità tra la documentazione presentata in sede di gara rispetto a quanto previsto nella Lettera di Invito sub specie di requisiti di qualificazione soggettivi, impedisce evidentemente la formulazione di un’offerta consapevole e sortisce in modo evidente l’effetto di limitare in modo illegittimo la partecipazione alla gara. Tale circostanza risulta di per sé dirimente al fine di dichiarare l’illegittimità delle prescrizioni della lex specialis e – in via mediata – al fine di giustificare il disposto annullamento in autotutela. Inoltre, a fronte di dubbi di ordine qualificatorio, l’espressa qualificazione offerta dalla stessa stazione appaltante riveste un ruolo e un’importanza del tutto centrali: nella difficoltà di qualificare la richiesta inerente le “Certificazioni di Enti accreditati” quale requisito di qualificazione soggettivo ovvero quale specifica tecnica inerente la lavorazione o il prodotto offerto, i potenziali offerenti non possono che riporre un legittimo affidamento sulla litera della legge di gara, la quale espressamente include tali richieste nell’ambito dei “Requisiti di qualificazione supplementari”.

 

 

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