Cons. Stato, sez. III, 9 ottobre 2018, n. 5784

L’interdittiva antimafia viene adottata alla luce di una valutazione complessiva degli elementi che il Prefetto ha a disposizione e si basa sul principio del “più probabile che non”.

Non è necessaria l’effettiva infiltrazione mafiosa, ma è sufficiente la presenza di elementi sintomatico-presuntivi in base ai quali si può ritenere che ci sia un pericolo di ingerenza.

Ai fini dell’interdittiva è possibile fare riferimento ad elementi giudiziari risalenti nel tempo a condizione che da un’analisi completa dei fattori che si hanno a disposizione emerga l’attualità del pericolo di infiltrazione.

La normativa nazionale non contrasta con i princìpi di discriminazione, di abuso del diritto e di proporzionalità previsti dal diritto UE in quanto si basa su un corretto bilanciamento tra l’interesse di libertà di iniziativa economica e l’interesse pubblico ad un sistema economico e sociale privo di infiltrazioni mafiose.

 

 

 

 

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