Cons. Stato, Sez. V, 3 aprile 2018, n. 2065

La responsabilità della pubblica amministrazione da attività provvedimentale si inquadra nel paradigma del’illecito aquiliano, i cui tratti essenziali si rinvengono nell’art. 2043 cod. civ.

In base a tale norma la responsabilità civile della pubblica amministrazione continua ad essere di natura soggettiva e, quindi, fondata anche sull'elemento della colpa, in conformità con la regola che vale nei rapporti tra privati (fra le tante Cons. Stato, Sez. V, 6/9/2017, n. 4226; Sez III, 5/9/2017 4195; 4/7/2017, n. 3254).

Fa eccezione il settore degli appalti pubblici, dove la specialità del sistema di tutela (fortemente connotato dall'impronta derivante dal diritto euro unitario) giustifica un regime speciale di responsabilità di natura essenzialmente oggettiva (cfr. Corte Giust. UE, Sez. III, 30 settembre 2010, C-314/09; Cons. Stato, Sez. VI, 17/2/2017, n. 731).

La colpa, come la giurisprudenza amministrativa ha avuto modo di evidenziare, non si identifica nell'illegittimità del provvedimento, richiedendo un quid pluris, rappresentato dalla rimproverabilità soggettiva, in termini di inescusabilità, dell'errore che ha determinato il vizio di invalidità del provvedimento amministrativo da cui discende il danno.

 

Conformi: C.d.S., Sez. V, 6/9/2017, n. 4226; Sez III, 5/9/2017 4195; 4/7/2017, n. 3254).

 

 

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